Dopo moltissimi anni a Castellazzo, Lino Gaffeo è giunto a Novi per collaborare con il presidente Marletti durante la scorsa estate. Ha portato con se un gruppo molto unito, come già detto da Lanati e Fasce nelle precedenti interviste, ed è stato apprezzato per l’impegno a 360° che ha offerto in società.
E’ stato un primo anno soddisfacente?
E’ stato molto positivo. Mi ha dato la possibilità di farmi conoscere come uomo a Novi. Nei miei confronti c’è stata la massima stima e la massima considerazione e di questo sono orgoglioso.
Avendomi dimostrato tutto ciò, mi sono preso a cuore la società e la sento sempre come una cosa nella quale mi immedesimo, così come mi immedesimo nella città.
E’ una sensazione che vorrei far provare alla città intera e ne ho avuto già una bella dimostrazione, come l’attaccamento dei tifosi in queste ultime partite.
Tutti devono sentirsi parte della squadra: è un patrimonio della città, di tutti.
Si è portato da Castellazzo, oltre a molta esperienza, anche un grosso gruppo: è stato il punto forte di questa stagione?
Si, non tanto perché venisse da Castellazzo piuttosto che da altre parti, ma perché si è costruito all’interno dello spogliatoio nel corso degli anni. C’è una cosa che vorrei rimarcare: l’operato e il merito dell’allenatore perché è stato in grado di valorizzare il settore giovanile. Ha creduto nei ragazzi, li ha fatti lavorare e li ha resi giocatori in grado di sostenere certe categorie, anche gli elementi più giovani. Pensiamo solo al fatto di avere dei ’93 e ’94 aggregati alla prima squadra, accolti ed inseriti in un gruppo di persone già esperte.
Il gruppo è stato eccezionale, abbiamo puntato a contribuire a mantenerlo vivo ed unito. Penso che, di questa squadra, la Novese e Novi debbano esserne fiere per ciò che ha fatto.
Una stagione in tre fasi: grande inizio, una discesa e poi il buon finale, nonostante la sfortuna.
Nei momenti in cui la squadra iniziava ad andar bene ci sono stati gli infortuni di Pellegrini e Di Gennaro che purtroppo sono stati determinanti per il girone di andata.
Penso che si sia sempre cercato di dare il massimo e la squadra non si è mai tirata indietro in nessuna circostanza. Bravo il mister a fare le scelte giuste che hanno limitato i danni.
Nell’ultima fase del campionato il lavoro svolto dallo staff ci ha permesso di uscire a testa alta e perfino nell’ultima partita i ragazzi hanno cercato di raddrizzare una risultato che ormai era già chiuso.
Si parla spesso di ripescaggio. Cosa succederà?
Se la Novese ha giocato gli spareggi per la promozione vuol dire che ci teneva ad essere promossa. Se c’è la possibilità non vedo perché no.
Come se la immagina la Novese dell’anno prossimo?
A livello societario la vedo forte con il coinvolgimento dell’imprenditoria locale: è la cosa più importante che ci può essere in una realtà come la nostra. Vorrei che tutti si sentissero coinvolti in un progetto che possa portare la Novese alla categoria che le compete.
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